Il giusto mezzo, ovvero: La ragionevole Via.


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Solo l'uomo privo di passioni potrà coltivare con successo il Tao, e la realizzazione personale di esso.
Una metafora può essere utile a comprendere:  

"Quando i pesi di d'una bilancia si trovano in perfetto equilibrio, senza pendere da una parte nè dall'altra, si è nel giusto mezzo; oppure meglio il centro è dove si dovrebbe stare, in modo da evitare qualsiasi parzialità".

Si tratta di una dimensione ideale da non perdere assolutamente di vista.

E' l'universo l'asse portante, il principio unico che garantisce qualsiasi tipo di equilibrio.

Ma qual'è il metodo da coltivare, per divenire i modelli del mondo ?
Si deve accettare il mandato del cielo (l'evento e la casualità) ovvero , la sorte e le proprie funzioni ; l'accettazione della propria natura. Successivamente ci si dovrà conformare a questa natura e praticare la Via.

La Via è ciò da cui, neanche per un istante, ci si può allontanare. Se ci si allontana da essa, non sarebbe la Via “.

E' questo un modello di vita che consente di parafrasare, imitare la naturalezza dei corpi celesti, sempre uguali, sempre calibrati nei loro movimenti.
Per coltivare la Via è necessario attenersi al giusto mezzo e all'armonia.
Tuttavia si potrà osservare che il giusto mezzo è lo stato in cui le passioni non esistono ancora; nell'armonia, invece, è lo stato, quello in cui si sono già prodotte. Nel primo stato, l'individuo rivela un equilibrio-atteggiamento, completamente naturale, come nei corpi celesti e delle stagioni. Nel secondo stato, coltiva le passioni, ma non né è oppresso, poiché queste regole sono ben moderate. In entrambe le situazioni non v'è alcun eccesso o difetto; come dire: i pesi della bilancia manifestano perfetto equilibrio.

“ La Via non è lontana dall'uomo. 
Se l'uomo pratica la Via, e si allontana da gli altri, 
non si può ritenerla la Via “.

Qual'è allora la differenza tra uomo superiore e uomo comune ?
Il primo accetta il mandato celeste, mentre l'altro gli si contrappone, inseguendo la fortuna e tentando disperatamente di modificare la sorte...ma non c'è da stupirsi se ciò avviene: l'uomo superiore sa di essere soltanto una componente della totalità, mentre l'uomo comune è dominato dal proprio egoismo, e non riesce a comprendere la connessione che lo lega alle altre creature dell' universo.

L' asse portante dell'universo è il giusto mezzo. 
Chi sappia attenervisi, riesce anche ad attingere l' autenticità


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