L'uomo di Chuang-tzu


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L' uomo saggio vive nel caos e nella confusione, ciò vuol dire che egli rigetta volutamente e completamente i suoi desideri per " sedere in oblio "; detto divesamente: E' come praticare una forma di digiuno mentale...annullando se stesso. In tal modo egli si percepisce come entità singola; e allo stesso tempo unita elle altre, realizzando in questo modo il proprio stato di vuoto.
Vede le cose così come sono, percepisce la naturalezza di ogni singola creatura e riconduce il tutto al Tao.
Ghuang-tzu confida nella perfezione dell'uomo che saprebbe risolvere qualsiasi situazione , se solo si fidasse delle proprie intuizioni e inclinazioni, evitando di compiere ciò che non fa parte della sua natura. Da questo si evince che l'unico nemico dell'uomo è lui stesso; ossessionato da timore del fallimento. Il maestro mira alla completa autorealizzazione.
Ogni individuo possiede un meccanismo spontaneo (chi) che le consente di compiere proprio certe prestazioni; poichè tutti gli esseri attingono alla spontaneità. Essi si rivelano grandi, se solo ne rispettano i dettami per cui sono nati, senza rincorrere di diventare ciò che non sono...
Si dovrebbe vivere senza un perchè, senza l'assillo di individuare a tutti i costi la ragione ultima degli eventi.
L'uomo Reale o perfetto si serve della mente come d'uno specchio, non alimenta idesideri, non nutre l'inutile, nè da loro alcun benvenuto. Analizza e risponde di volta in volta alle circostanze, senza accumulare alcuna sensazione nella mente. Per questo non potrà mai essere danneggiato.


Tuttavai, Chu si rivolge anche alluomo solitario, a tutti coloro  che sono  in grado di dimenticare se stessi nell'osservazione-contemplazione di un tramonto, o del volo di una farfalla...e forse la moltitudine degli uomini non lo capirà. 
A tal proposito viene utile riflettere su ciò che dice Lao-tzu nel "Libro del Tao": Se un letterato di infimo rango sente parlare del Tao, lo deride. Se non lo deridesse, non potrebbe trattarsi del Tao (cap.XLI)
 

E' al sano oblìo che si arriva: " L'uomo del tao non aumenta ogni giorno le proprie conoscenze, anzi le diminuisce; solo così potrà coltivare e affidarsi alla spontaneità (Lao-tzu) ".


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